[ Chiese ]
Le chiese storicamente e artisticamente più interessanti da visitare nella Valle di Zoldo sono:
• Chiesa Arcipretale di San Floriano (Pieve di Zoldo): la chiesa, il cui primo nucleo risale al X secolo, fu consacrata nell’attuale struttura caratterizzata dal particolare stile gotico nel 1487.
Opere d’arte principali : Altare delle anime di Andrea Brustolon, statua in legno della Vergine del Rosario di Valentino Panciera Besarel e la discesa dello Spirito Santo, pala del pittore bellunese Francesco Frigimelica.
• Chiesa dell’ Addolorata (Pieve di Zoldo): secondo la tradizione la chiesa risalirebbe al XIII secolo,ma la consacrazione avvenne nel 1576.
Opere d’arte principali : pala presumibilmente attribuibile al pittore bellunese del 500Nicolò de Stefani, crocifisso e altare di Valentino Panciera Besarel.
• Chiesa parrocchiale di S. Anna (Zoppè di Cadore): la costruzione del primo nucleo della chiesa risale agli anni 1530-1540.
Opere d’arte principali:pala di S. Anna, attribuita alla bottega del Tiziano, olio di Masi Simonetti”Transito di S. Giuseppe”, dipinto di Fiorenzo Tomea, “Cristo Crocifisso”.
• Chiesa parrocchiale di S.Tiziano (Goima ): il primo nucleo della chiesa è sicuramente anteriore al 1400.Essa si è ulteriormente ingrandita nei secoli successivi, grazie anche a lasciti testamentari.
Opere d’arte principali : il prezioso Flügelaltar (altare a battenti) collocato sulla parte sinistra dell’aula, attribubile ad Andre Haller di Bressanone (c.a. 1520) pala del pittore veneziano Pietro Antonio Novelli,l’altare maggiore della bottega bellunese degli Auregne,varie sculture dell’artista Angelo Maier, nato a Goima e formatosi alla bottega del Besarel.
• Chiesa Arcipretale di San Nicolò (Fusine): secondo la tradizione, il primo nucleo dell’edificio, risale al secolo XI , ma le prime documentazioni dell’Archivio Vescovile di Belluno lo datano al 1570.
Opere d’arte principali: pala di Jacopo Marieschi, seguace di Gaspare Dizioni, crocifisso in legno policromo attribuito alla bottega di Andrea Brustolon, crocifisso e statua di S.Antonio di Valentino Panciera Besarel.
• Chiesa parrocchiale di S. Valentino (Mareson): la chiesa venne consacrata solennemente nel giugno del 1492.
Opere d’arte principali: l’altar maggiore, progettato e in parte realizzato da Andrea Brustolon, pala del veneziano Giacomo Brusaferro, altare della Santa Croce di Andrea Brustolon, dipinti di Nicolò de Barpi.
[ Musei ]
• Murales di Cibiana: Cibiana offre più di cinquanta murales ripartiti tra le borgate di Strassei, Pianezze, Cibiana di sotto, Col Le nove e Masariè. Il paese che ha lasciato dipingere la sua storia aprendo agli altri la propria anima. Un laboratorio permanente di molti pittori e di molte pitture che parlano di vita vissuta, di mestieri, di accadimenti, di fatti e di passioni.
• Messner Mountain Museum: in cima al Monte Rite, nelle vecchie strutture militari, ha sede il Museo nelle Nuvole, il Messner Mountain Museum. Dopo le sue attività di alpinista, Reinhold Messner racconta quassù il suo mondo verticale attraverso quadri d'autore e sculture che riproducono le vette dolomitiche.
Occasione non solo per visitare il museo ma anche per farsi idea della vita e strategia militare durante la prima guerra mondiale godendo di un panorama mozzafiato.
Per informazioni telefonare: 0437 631264
• Museo degli usi e costumi della Val di Goima: una raccolta che testimonia la storia, l'economia, gli usi e costumi della Val di Goima. Diverse sono le sezioni dedicate a vari argomenti come l'agricoltura, la metallurgia, la falegnameria, la filatura e l'allevamento.
Per informazioni telefonare: 0437 797040; 0437 797055; 0437 797089
• Museo del ferro e del chiodo e "Fusinela" di Pralongo: attreaverso i ricordi dei testimoni indiretti di quel mondo si è cercato di gettare un po' di luce sulla realtà umana e lavorativa dei ciodaròt. La perizia dei chiodaioli era motivo di orgoglio per la gente del posto. Proprio ai ciòdarot e ai fabbri zoldani è dedicato il Museo del Ferro e del Chiodo allestito negli spazi dell'antico palazzo del Capitaniato, edificio legato strettamente alle vicende del paese.
Su due piani, il Museo focalizza l'attenzione su di un passato non troppo lontano, da cui è ancora possibile ricostruire i nomi dei protagonisti, i loro gesti, i loro saperi.
L'augurio è che i Museo offra uno spunto per guardare con occhi diversi a questa vallata, riconoscendo le tracce del susseguirsi di generazioni di uomini e donne, che con la loro determinazione e abilità hanno saputo vivere in questi territori difficili, ma anche bellissimi. Il percorso espositivo si articola in più sezioni.
Per informazioni telefonare: 0437 78144
• Museo del Vajont:
I luoghi della catastrofe del Vajont, dove c'è la diga, la forra, la frana, il lago residuo, i paesi semiabbandonati, un angolo del Friuli in Comune di Erto e Casso, provincia di Pordenone. A Erto il "Vajont" è ancora presente in ogni luogo e in ogni momento, dove il tempo si è fermato al 9 ottobre 1963. Il percorso vi condurrà indietro nel tempo alla scoperta di tradizioni, usi e costumi della gente del Vajont prima del tragico evento del 9 ottobre 1963, fino ad arrivare alla fatidica notte quando l'immensa frana si staccò dal monte Toc e precipitò nel lago artificiale scatenando la furia dell'acqua che causò 2000 vittime.
Per informazioni telefonare: 0427 575819